In Cina gli exchange sono stati bloccati sui social media

cinaIl governo cinese sta cercando di scoraggiare il trading di criptovalute da parte dei privati. Infatti, nonostante il blocco degli exchange cinesi, in realtà i cinesi stessi stanno continuando ad operare in questo settore utilizzando exchange esteri.

Per questo il regolatori cinesi hanno deciso di bloccare anche l’accesso ai social media (soprattutto su WeChat) ai profili degli exchange. Wechat ha oltre 1 miliardo di utenti attivi mensilmente e funge da piattaforma che gestisce circa 600.000 mini-programmi diversi. Il suo predominio dell’ecosistema Internet in Cina è così grande che se una società è fuori dal social network potrebbe anche essere completamente fuori dalla rete.

Molti ex operatori di piattaforme di trading cinesi hanno lasciato il continente e hanno aperto sedi nel territorio auto-regolato di Hong Kong (o anche più lontano), dove sono liberi di offrire servizi con il supporto della lingua cinese accettando depositi dala Cina. Spingendo l’industria offshore i regolatori cinesi hanno così perso il controllo degli exchange, e sono quindi costretti a cercare di bloccarli in altro modo.

La autorità hanno già provato a bloccare l’accesso ai siti Internet degli exchange grazie al firewall di Stato, tuttavia gli utenti riescono ancora ad accedere a exchange internazionali come Huobi, OKEx e Binanc, anche senza l’utilizzo di una VPN.

Una persona vicina all’agenzia cinese di regolamentazione finanziaria di Internet ha riferito che “nel momento in cui viene segnalata la frode finanziaria, il responsabile deve essere immediatamente arrestato, indipendentemente dal fatto che sia cinese o straniero, e tutto dovrebbe essere regolamentato. Stiamo sollecitando tutti i dipartimenti competenti a bloccare ulteriormente gli indirizzi IP delle piattaforme di scambio di criptovalute all’estero”.

Fonte: news.bitcoin.com/chinese-internet-regulators-block-cryptocurrency-exchanges-social-media

In Cina gli exchange sono stati bloccati sui social media ultima modifica: 2018-03-08T18:22:03+01:00 da Marco Cavicchioli

Condividi questo articolo:

Commenti