No, le criptovalute non sono per tutti (per ora)

popoloQuello che è successo tra Novembre 2017 e Febbraio 2018 ha chiarito che le criptovalute, allo stato attuale, non sono roba per tutti!

Probabilmente il 2018 potrebbe essere l’anno della vera e propria adozione di massa, o comunque il primo anno in cui la diffusione di massa può davvero iniziare (soprattutto grazie a Lightning Network), ma per ora non solo l’adozione non è di massa, ma molte persone inesperte probabilmente si sono addirittura “fatte male” entrando in questo mondo. Ma andiamo per ordine…

Primo: la conoscenza

Questo è un settore così complesso, e complicato, che solo chi lo conosce sa muoversi al suo interno senza problemi. L’inflazione/deflazione, il valore reale delle monete, la differenza tra valute fiat e criptovalute, i mercati finanziari, la blockchain, DAG, le reti P2P, eccetera… Le persone che conoscono bene questi concetti sono davvero poche (per non dire pochissime). Un po’ come alla fine degli anni ’90, quando le persone che conoscevano bene Internet erano solo una piccolissima percentuale della popolazione.

Secondo: l’avidità

Il motivo che ha spinto milioni di persone in tutto il mondo a correre a comprare Bitcoin quando valeva 15mila euro, in piena bolla speculativa, è l’avidità. Ovvero la voglia di fare tanti soldi in fretta, facilmente, e senza sforzo alcuno. Le persone che vi ho descritto nel punto precedente probabilmente sono entrate a 4.000, o 2.000 (o anche meno), ed oggi che Bitcoin vale all’incirca 7.000 euro stanno ancora guadagnando. In realtà anche in questo caso la vera discriminante è la conoscenza: molto probabilmente chi ha investito quando Bitcoin valeva meno di 5.000 euro (ovvero fino a metà Ottobre 2017) sono le persone che si sono sempre bene informate prima di investire (e non quelle che lo hanno fatto solo per sentito dire): ad esempio era il 23 Settembre 2017 quando noi vi abbiamo segnalato che poteva essere un buon momento per entrare (con Bitcoin a 3.700 euro)… 😉

Terzo: la tecnologia

Gli strumenti tecnologici che abbiamo a disposizione attualmente per operare in questo settore sono ancora grezzi, complessi, e per essere usati al meglio richiedono… conoscenza! La stragrande maggioranza delle persone che sono entrate in massa tra Novembre e Dicembre non solo lo ha fatto senza sapere cosa stava facendo, ma senza nemmeno essere in grado di utilizzare bene questi strumenti ancora non adatti ad essere utilizzati da un pubblico di massa. Basta dire che è pieno di gente che si ostina a voler comprare criptovalute con carta di credito… (mentre invece chi sa come si opera preferisce, ovviamente, il bonifico bancario).

Quarto: la storia

Molto spesso analizzando il passato si può essere in grado di fare delle previsioni sul futuro. Ma solo se lo si conosce! Infatti chi non ha idea di come evolvano i mercati finanziari, o le tecnologie, non è assolutamente in grado di immaginare cosa potrebbe realmente accadere in futuro.

Quinto: l’arroganza

Quando non si conosce bene qualcosa la soluzione migliore sarebbe non inventarsi nulla, ed affidarsi a chi ne sa più di noi. Ma invece sono sempre di più le persone che pensano di essere in grado di capire tutto, sapere tutto, prevedere tutto… Ed ecco che così finiscono a comprare criptovalute (magari a credito) quando Bitcoin vale 15mila dollari, pensando di fare l’affarone del secolo, mentre invece le fonti autorevoli avevano suggerito di entrare quando Bitcoin valeva 3.700!

Sesto: la professionalità

No, non ci si inventa trader (ad esempio chi scrive non lo è). Ma non ci si inventa nemmeno investitori! Questa è una fase in cui, ancora, solo gli operatori professionali (o semi-professionali) sono in grado di operare con facilità, e senza commettere gravi errori. Improvvisarsi trader, o investitore, in questa fase significa esporsi a troppi rischi.
Non solo dal punto di vista finanziario, ma anche da quello tecnologico: queste sono innovazioni non ancora pronte per l’adozione di massa, difficili, rischiose, complicate… Chi ha provato ad operare in totale autonomia, senza avere un po’ di esperienza (anche minima), di sicuro se ne è accorto: o è uno che impara in fretta, oppure si sarà letteralmente schiantato contro un muro fatto di software che non si installano, o che possono funzionare male, di piattaforme bloccate, di costi imprevisti che erodono tutto il margine, di truffe, di previsioni sbagliate, di notizie false, di finti consulenti, e chi più ne ha più ne metta.

Il Far West

Insomma, avete presente il caro vecchio “Far West“? Ebbene, il settore delle criptovalute assomiglia molto ai territori occidentali dell’America del Nord verso la fine del diciannovesimo secolo: poca (o nessuna) regolamentazione, pionieri a volte disposti a tutto pur di ottenere dei risultati, gente che va in cerca dell’oro, banditi, sceriffi… mancano solo gli indiani!

No, questo settore non è (ancora) alla portata di tutti. Chi dopo aver letto questo articolo non si sente di appartenere a questa banda di pionieri (alcuni dei quali sono brava gente, mentre altri anche no), lasci perdere. Si fermi un attimo, ed aspetti: già infatti nel corso del 2018 potrebbero arrivare le prime novità in grado di rendere l’accesso e l’operatività in questo settore un po’ più semplici, ed alla portata di tutti.

Il processo di adozione di massa delle criptovalute è un processo lungo. Ad Internet ci vollero ben 10 anni per passare dall’inizio della bolla delle dot.com all’invenzione dello smartphone (che avrebbe portato Internet praticamente a chiunque). In questo settore siamo proprio più o meno in quella fase iniziale in cui si è formata la prima bolla speculativa, pertanto è assolutamente possibile che occorrano ancora una decina di anni prima che le criptovalute diventino pervasive, come è Internet oggi, ed alla portata veramente di tutti. Nel frattempo se non siete dei pionieri, e non volete prendervi dei rischi, magari limitatevi a seguire quello che accade attendendo il momento giusto per entrare. Se invece vi sentite dei pionieri (o vorreste esserlo), ma non siete ancora entrati… beh, forse PROPRIO OGGI è il momento buono per farlo!

No, le criptovalute non sono per tutti (per ora) ultima modifica: 2018-02-06T16:56:36+01:00 da Marco Cavicchioli

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