Bitcoin a +70% dall’inizio del QE. Oro a +12%

A marzo del 2020 i mercati finanziari crollarono a causa dell’inizio della pandemia.

Ad esempio l’S&P500 perse fino al 35% in poco più di un mese, ed il Nasdaq quasi il 30%.

La Banca Centrale USA (Fed) decise di iniziare a creare una quantità enorme di dollari dal nulla ed immetterli sui mercati finanziari: in soli tre mesi inondò i mercati con circa tremila miliardi di dollari.

Prendendo come riferimento i dati di febbraio 2020, ovvero il mese precedente al crollo dei mercati finanziari, il prezzo attuale di Bitcoin è superiore di circa il 70%.

Per quanto riguarda invece i principali indici azionari statunitensi, nel medesimo periodo l’S&P500 ha fatto un +18% fino ad ora, mentre il Nasdaq +19%. Il prezzo dell’oro invece è aumentato solamente del 12%.

Va aggiunto che nel mezzo c’è stata la grande bolla speculativa del 2021 innescata proprio dall’immensa quantità di dollari immessi sui mercati dalla Fed. Non ha però senso concentrare l’analisi solo su quello che è accaduto nel 2022 dopo lo scoppio di tale bolla, ovvero ignorando la bolla stessa formatasi nel 2021. Conviene invece prendere come riferimento il momento appena prima che iniziassero tutte queste vicende, ovvero per l’appunto febbraio 2020.

Da notare che il bilancio della Fed è ancora oggi a +107% rispetto a febbraio 2020, quindi il prezzo di Bitcoin in effetti in questo periodo potrebbe essere salito meno di quanto ci si potesse aspettare.


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