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No, non esistono bitcoin “falsi”!

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Ieri sul sito dell’ANSA è stata pubblicata una notizia intitolata “In crescita cryptominer, coniano bitcoin falsi“, con tanto di video.

La notizia racconta di un Report della Microsoft Security Intelligence che segnala un boom dei virus che sfruttano la potenza di calcolo dei dispositivi infetti per minare criptovalute.

La notizia è vera, ma il titolo riporta ben 2 errori:

  1. i bitcoin non si coniano
  2. i bitcoin estratti con questi sistemi sono veri, e non falsi.

Infatti NESSUNO può “coniare” bitcoin: a coniarli è solo ed esclusivamente il protocollo unico, pubblico ed open source sui cui si basa la rete P2P di Bitcoin. I miner si limitano ad estrarli, perchè il mining è una competizione per conquistare i BTC che vengono coniati dal protocollo ogni 10 minuti ed assegnati come premio al primo miner che riesce a convalidare un blocco.

Inoltre, a prescindere da come avvenga il mining, questo non solo non può coniare BTC, ma non può nemmeno estrarne di “falsi”: TUTTI i bitcoin minati sono legittimi, perchè coniati solo ed esclusivamente dal protocollo. Al massimo possono essere estratti con l’inganno a danno di ignari “ospiti” dei virus di cui sopra.

Anzi, non possono esistere bitcoin falsi: all’interno della rete P2P di Bitcoin esistono e vengono accettati solo bitcoin veri. Qualsiasi BTC “falso” verrebbe automaticamente non accettato dalla rete, e quindi sarebbe perfettamente inutile.

Pertanto il titolo corretto avrebbe dovuto essere: “In crescita cryptominer, estraggono bitcoin con l’inganno“, perchè questi virus ovviamente non dichiarano al loro ospite che ne stanno sfruttando la potenza di calcolo, compresa l’energia elettrica consumata, per minare bitcoin.

C’è ancora molta strada da fare prima che l’informazione generalista impari correttamente come funzionano queste tecnologie.

PS: la notizia è stata data anche sul sito del Sole 24 Ore.

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