Il prezzo di Bitcoin sta rimanendo attorno ai 76.300$ nonostante la politica monetaria restrittiva iniziata ieri dalla Fed.
Ma la cosa più strana è che nemmeno un mega-drenaggio di dollari da parte del governo USA ha avuto impatto su questo trend.
Si tratta di una cosa strana perchè in teoria il prezzo ieri avrebbe dovuto proprio scendere, ed invece sta lateralizzando.
Perché il rialzo dei tassi non ha spinto giù il prezzo di Bitcoin
Ieri la Fed ha alzato i tassi di 25 punti base per la prima volta negli ultimi tre anni. Inoltre ha fatto capire piuttosto chiaramente che potrebbe alzarli una seconda volta entro fine anno.
Va detto che la Fed non aveva alcuna reale alternativa ieri, tanto che tutti e 12 i membri del FOMC hanno votato a favore dell’aumento, compreso il nuovo presidente Warsh che invece era stato messo lì da Trump apparentemente proprio per tagliarli.
Ma nonostante ciò significhi l’inizio di una nuova fase di politica monetaria restrittiva della Fed, e nonostante il prezzo di Bitcoin tenda a muoversi all’inverso rispetto alla liquidità, ieri non si è mosso in modo significativo.
Il motivo in realtà è semplice: lo aveva già fatto in precedenza. Ovvero, in altre parole, i mercati avevano già ampiamente prezzato queste mosse della Fed.
Anzi, ieri sera addirittura quando Warsh in conferenza stampa ha mostrato i dati predittivi del FOMC i mercati hanno persino tirato un piccolo sospiro di sollievo, dato che probabilmente si aspettavano anche di peggio.
Il drenaggio di liquidità dal mercato e l’effetto (mancato) sul prezzo
Ciò che però avrebbe dovuto maggiormente far scendere il prezzo di BTC è il mega-drenaggio di liquidità effettuato dal governo Trump.
Va detto che lo stesso governo pubblica ogni giorno i dati ufficiali aggiornati riguardanti i dollari che risultano essere complessivamente in deposito su tutti i conti bancari dello stesso governo.
Ebbene, il dato aggiornato di martedì uscito ieri sera (quello di ieri uscirà solo stasera) rivela che in un solo giorno martedì 15 settembre il governo USA ha drenato ben 120 miliardi di dollari dal mercato.
Si tratta di una cifra incredibile, probabilmente il maggior drenaggio di dollari della storia mai effettuato in un solo giorno dal governo USA.
In teoria questo avrebbe dovuto far scendere il prezzo di Bitcoin, dato che quest’ultimo si muove seguendo la liquidità, ma ciò è avvenuto solo in parte. Infatti martedì è sceso solamente da 76.900$ a 75.400$, ma poi ieri è risalito a 76.300$.
È addirittura possibile che questa mossa del governo USA sia stato un tentativo di manipolazione non riuscito, dato che è avvenuto (forse non a caso) proprio il giorno prima dell’annuncio della Fed.
Il fatto però è che ad agosto lo stesso governo Trump aveva annunciato ufficialmente di voler portare a 800 miliardi il cash fermo sui suoi conti bancari, ed i 991 di martedì sembrano un po’ troppi. È possibile quindi che anche in questo caso i mercati abbiano già prezzato una riduzione.
Cosa dicono i dati on-chain sulle balene
Esiste addirittura la possibilità che le balene si siano fatte ingannare da queste dinamiche.
Infatti i dati on-chain dicono che tra ieri e l’altro-ieri diverse balene abbiano depositato BTC sugli exchange crypto, molto probabilmente con l’intento di venderli. Ed invece ad oggi non risulta che li abbiano venduti.
In altre parole è come se si fossero spaventate ingiustamente, tanto che oggi sembrano spiazzate.
Le balene che fanno trading a breve termine su BTCUSD ieri dopo la conferenza stampa di Warsh hanno aperto prima posizioni short su Bitcoin, e poi stamattina hanno aperto posizioni long. Sembra quasi che ci stiano capendo ben poco di cosa sta accadendo, forse proprio perchè le cose sono andate diversamente rispetto a quanto avevano preventivato.
La cosa strana comunque non è l’incertezza, che spesso serpeggia sul mercato di BItcoin, ma il fatto che stavolta le balene sembrano essersi fatte ingannare dal mercato.
Livelli da monitorare
Ora i livelli chiave del prezzo di Bitcoin da tenere monitorati sono principalmente due.
Il primo sono proprio gli attuali 76.000$, o giù di lì, perchè se non tengono significa che il rimbalzo di ieri è stato fake.
Il secondo sono i 75.000$, perchè se venissero rotti con decisione potrebbero anche aprire la strada per un veloce ritorno sotto i 70.000$.
Invece per quanto riguarda i livelli di resistenza, ce n’è sicuramente uno posto a 82.000$, ma anche la barriera psicologica degli 80.000$ in questo momento risulta ostica da raggiungere e superare.
Converrà comunque continuare a tenere monitorate le balene per capire se, tra oggi e domani, decidono di prendere una posizione solida ed univoca, o se continueranno a navigare nell’incertezza.

