Nuovi attacchi di ransomware con riscatto in Bitcoin: colpita anche Chernobyl

chernobylE’ in corso una nuova massiccia ondata di attacchi ramsonware in giro per il mondo, con particolare virulenza in Russia ed Ucraina.

Il virus si chiamerebbe “Petya“, e come al solito prende “in ostaggio” i computer infettati (criptandone i dati) e chiede il pagamento di un riscatto in Bitcoin per “liberarli” (ovvero per poterli decriptare).

Sono stati oggetto di attacchi i computer della compagnia petrolifera russa Rosneft, quelli della compagnia navale danese Maersk, quelli del gruppo pubblicitario WPP, quelli della società francese Saint-Gobain e quelli di Metro (il gruppo tedesco al terzo posto nel mondo per la grande distribuzione).
In Ucraina sono stati colpite anche alcune banche, i computer del governo, delle ferrovie, della metropolitana e dell’aeroporto internazionale di Kiev, ma anche negozi Auchan, operatori di telecomunicazione, e soprattutto la famigerata centrale nucleare di Chernobyl: secondo l’Agenzia nazionale per la gestione della zona contaminata tutto comunque a Chernobyl starebbe “funzionando regolarmente”, nonostante i sistemi che monitorano i livelli di radiazione siano “parzialmente fuori uso” (cosa che però non ne pregiudica il corretto funzionamento).

Il virus sta infettando anche computer negli Stati Uniti (ad esempio quelli dell’azienda farmaceutica Merck), e si sta diffondendo a macchia d’olio un po’ in tutto il mondo (come accadde per Wannacry).

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Ora c’è già chi si immagina un nuovo incremento di valore del Bitcoin mano a mano che verranno pagati i riscatti, e forse un nuovo piccolo e breve crollo del valore quando gli attacchi saranno finiti e gli hacker inizieranno ad incassare i Bitcoin convertendoli in rubli o altre valute locali.

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Nuovi attacchi di ransomware con riscatto in Bitcoin: colpita anche Chernobyl ultima modifica: 2017-06-27T18:59:29+00:00 da Marco Cavicchioli

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