No, i cinesi non sono in grado di bucare gli algoritmi crypto

Ieri Il Fatto Quotidiano ha pubblicato un articolo intitolato “Uno studio cinese diffonde timori e allarmi nel mondo delle criptovalute. “Siamo in grado di bucare gli algoritmi”.

L’articolo cita uno studio rilasciato il 23 dicembre da ricercatori cinesi in cui affermano di aver raggiunto la capacità di “rompere” le più diffuse crittografie, grazie all’utilizzo di computer quantistici.

Lo stesso Fatto Quotidiano scrive:

I ricercatori annunciano di essere in grado di farlo ma non di non averlo ancora fatto. Ci si interroga dunque su quanto sia fondata questa ipotesi.

Infatti sono stati sollevati dei dubbi sulla qualità di questo studio, e sulla correttezza di ciò che viene affermato.

Lo stesso studio afferma:

Qui riportiamo un algoritmo quantistico universale sperimentale per fattorizzare numeri interi fino a 48 bit con 10 qubit superconduttori. Stimiamo che un circuito quantistico con 372 qubit fisici sia necessario per sfidare RSA-2048 utilizzando il nostro algoritmo.

Quindi non si tratta affatto di computer quantistici esistenti in grado di bucare gli algoritmi crypto, ma di un algoritmo sperimentale che in futuro potrebbe riuscire a farlo. Inoltre non è detto che un computer quantistico con 372 qubit fisici sia in grado di bucare gli algoritmi crypto, perchè si tratta solo di una stima.

A ciò va aggiunto che in futuro nessuno vieta di incrementare la difficoltà degli algoritmi crypto in modo da renderli più potenti e resistenti anche ai computer quantistici. Per ora semplicemente non ce n’è ancora bisogno.


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