Lo “spettacolino” della Rai su Bitcoin

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report raiLa trasmissione Report della Rai ieri (14 maggio 2018) ha mandato in onda un servizio su Bitcoin realizzato da un giornalista incompetente in materia, che pare più uno spettacolino per imbonire le masse che un’analisi approfondita del fenomeno. Approssimazione, superficialità, e pressapochismo non sono di certo gli ingredienti migliori per fare divulgazione: leggerezza e chiarezza lo sono, come semplicità e serenità, ma questo non significa che si debba abdicare alla correttezza pur di parlare lo stesso linguaggio delle masse. Non è dicendo alla gente ciò che vuole sentirsi dire che si fa informazione: la si fa invece dicendo ciò che è vero e reale.

Ad esempio alla domanda “il mercato è crollato: chi è rimasto con il cerino in mano?”, l’unica risposta corretta sarebbe stata: “coloro che hanno fatto come il giornalista di Report, e sono corsi a comprare criptovalute durante l’hype, dopo che i prezzi erano saliti“! Voi lo sapete: questo noi lo abbiamo sempre detto, ma evidentemente a quelli di Report questa realtà non piaceva (e quindi hanno preferito dare la “colpa” a Bitcoin).

Il servizio inoltre è carico di divagazioni inutili (ed in alcuni casi fuorvianti), che sembrano essere state inserite solo per aggiungere dell’inutile “colore”, privilegiando l’aspetto spettacolare a quello tecnico. Ovvero evitando di approfondire, e sostituendo i necessari approfondimenti con note di colore prive di reale importanza. Ad esempio la teoria che, secondo il servizio, sia stato Assange a dare il via al successo di Bitcoin è pura speculazione (per non dire pura invenzione). Già non è buona cosa che i servizi televisivi siano fatti da persone incompetenti in materia, ma se questi addirittura si permettono di inventare delle teorie allora il rischio di passare dalla cattiva informazione alla disinformazione si eleva. tanto per chiarire: nel 2010 (ovvero l’anno citato nel servizio) il valore di Bitcoin è salito da 0 a 0,2 dollari

Fortunatamente ad un certo punto gli autori smettono di inventare, e si affidano a dei tecnici che riportano il discorso alla realtà, ma oramai il danno è fatto… Inoltre il presentatore ad un certo punto rincara la dose delle loro speculazioni come per ribadire la decisione di lasciare la realtà ai tecnici, e rivolgersi alle masse invece con le loro invenzioni. Il fatto che alla fine si permetta persino di farci la “morale” risulta persino offensivo (visto che proviene da chi evidentemente non ha capito bene di cosa stava parlando). Se la morale l’avesse lasciata a Capaccioli sarebbe stata tutta un’altra cosa.

Nota di colore di questo articolo: la robaccia come il Jesus Coin non andrebbe MAI pubblcizzata in alcun modo! Chi conosce veramente il settore delle criptovalute lo sa benissimo: il fatto che sia stato scelto di dare spazio in prima serata su RaiTre ad una schifezza simile la dice lunga sull’incompetenza di chi ha realizzato il servizio…

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Lo “spettacolino” della Rai su Bitcoin ultima modifica: 2018-05-15T09:27:19+00:00 da Marco Cavicchioli

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