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La Cina aiuterà la Russia ad aggirare le sanzioni con le criptovalute

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Oggi ho scritto un lungo articolo per il Cryptonomist in cui racconto la “svolta russa” nei confronti delle criptovalute.

Nell’articolo faccio anche notare però che tale svolta segue a breve distanza quella cinese, sempre riguardo gli exchange crypto.

Secondo me le due cose potrebbero essere collegate.

Infatti con la nuova configurazione che descrivo nel pezzo, potrebbe essere relativamente facile aggirare le sanzioni contro la Russia utilizzando gli exchange crypto cinesi.

Mi immagino infatti che la riapertura degli exchange crypto cinesi a tutti potrebbe consentire a chiunque nel mondo di utilizzarli.

Per ora, al primo di giugno riapriranno solo quelli di Hong Kong, e solo ai cittadini di Hong Kong, ma mi aspetto che in seguito riapriranno anche quelli in Cina mainland, forse anche agli stranieri.

In questo modo dovrebbe essere possibile a chiunque sul pianeta (anche a coloro che risiedono in Paesi che vietano il trasferimento di fondi alla Russia) acquistare criptovalute su exchange cinesi per poi inviarle ai russi.

Un processo del genere sarebbe difficilmente bloccabile, ed eviterebbe anche alla Cina di essere accusata di favorire il trasferimento di denaro alla Russia, dato che nessuno può impedire l’invio di criptovalute da un wallet di proprietà ad un altro (se si tratta delle principali criptovalute).

Quindi a me pare che stiano preparando il terreno per consentire un facile raggiro delle sanzioni alla Russia passando probabilmente per gli exchange crypto cinesi.

Non so se questo avrà un impatto negativo, o positivo, sui mercati crypto, ma qualche tensione la potrebbe creare.

Va però sottolineato che ad esempio per quanto riguarda il gas naturale che compriamo dalla Russia il problema dell’aumento del prezzo dovuto alla guerra in Ucraina si è ormai completamente esaurito.

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