Il terzo mondo sta conducendo la rivoluzione crypto

Riceviamo da Dima Zaitsev, Responsabile PR internazionale di
ICOBox, e pubblichiamo

L’innovazione ha sempre avuto un modo strano di farsi strada nel mainstream. Tende ad emergere dai margini altamente qualificati della società, specialmente nel mondo tecnologico, dove accademici ed ingegneri da garage covano idee e la alimentano. Le prime versioni di qualsiasi nuova tecnologia spesso hanno un’alta barriera di ingresso o un prezzo proibitivo, limitando severamente il pool di early adopter a coloro che hanno il know-how o il denaro per essere coinvolti.

Alla fine le parole lasciano spazio ai fatti, ed i prezzi scendono, aprendo le porte all’adozione di massa. La tecnologia di solito diventa un luogo comune nelle famiglie della classe media prima di trovare finalmente la strada per gli utenti a basso reddito e le nazioni in via di sviluppo.

Per la maggior parte questo modello è rimasto valido, dai telefoni alle auto alle televisioni. Prendi il frigorifero per esempio. Nel 1922, uno dei primi sistemi di refrigerazione domestica costava 714 dollari: a quel tempo si poteva acquistare una Ford Model-T per 450 dollari! Questo ha limitato gli acquirenti solo alle persone più abbienti.

Cinque anni dopo il “Monitor-Top” di General Electric ridusse il prezzo a 300 $ e oltre un milione di frigoriferi furono venduti. Non ci vuole un esperto per concludere che più le barriere di accesso diminuiscono, più diventa accessibile una tecnologia.

adoption

Tuttavia, l’adozione delle criptovalute sta sfidando questa tendenza …

Mentre i padri fondatori delle criptovalute sono simili a quelli di altre innovazioni, il percorso verso l’adozione mainstream sta prendendo una direzione inaspettata. L’adozione di massa delle crypto non sta lentamente scendendo verso il basso, ma si sta diffondendo dalle nazioni in via di sviluppo abbracciando il potenziale rivoluzionario della tecnologia.

Le criptovalute sono fiorenti nei paesi in via di sviluppo per due motivi principali.

L’instabilità economica ha indotto le popolazioni dei paesi in via di sviluppo ad accogliere le criptovalute a braccia aperte. Poiché le reti crypto operano su scala globale, sono decentralizzate, e sono immuni alla cattiva gestione delle politiche monetarie da parte dei governi.

Nello Zimbabwe ad esempio, anche se le criptovalute sono vietate i cittadini stanno ancora convertendo in crypto il denaro fiat, che ad un certo punto ebbe addirittura avuto un tasso di iperinflazione di 79.600.000.000 punti percentuali al mese.

Nelle nazioni sviluppate le criptovalute sono famigerate per la loro volatilità, ma in aree economicamente meno stabili offrono un rifugio finanziario sicuro. Inoltre consentono anche l’accesso a maggiori servizi finanziari. 

Le infrastrutture, o la loro mancanza, svolgono anche un ruolo importante nell’adozione della criptovalute da parte dei paesi in via di sviluppo. Nelle nazioni sviluppate gli utenti ottengono rapidamente accesso agli ultimi ritrovati di una tecnologia: Apple ad esempio rilascia annualmente nuovi iPhone leggermente modificati per sfruttare questo mercato.

Tuttavia questo accesso a prodotti di avanguardia crea un ostacolo all’adozione degli ultimi prodotti, per via dei costi. Se l’iPhone che hai acquistato l’anno scorso soddisfa ancora le tue esigenze, hai poco incentivo a effettuare l’upgrade immediatamente.

Questo problema è esacerbato da costose infrastrutture e modelli di business. Le nazioni sviluppate sono disseminate di linee telefoniche obsolete, aziende e sistemi che invecchiano rapidamente, ma poiché sono stati investiti così tanti soldi nella creazione di questi sistemi ci si sforza di mantenerli funzionali anche quando obsoleti.

L’adozione delle crypto quindi è più rallentata nei paesi sviluppati perché hanno già soluzione praticabili, e stabili, oltre ad una pletora di infrastrutture obsolete che continueranno ad essere utilizzate fino a quando imploderanno.

Le nazioni in via di sviluppo invece non hanno problemi di questo tipo. Gli smartphone sono ora accessibili anche nelle nazioni meno prospere e qualsiasi infrastruttura costruita è nuova e all’avanguardia. Nazioni come il Nepal, che sono state lasciate indietro agli albori dell’era digitale, ora vantano reti in fibra ottica che fanno impallidire le linee via cavo americane. 

È solo questione di tempo prima che gli argini si rompano e le criptovalute invadano il mercato. Stiamo assistendo alle pressioni di alcune delle più grandi società del mondo e delle nazioni emergenti. Questa potrebbe essere la prima volta nella storia che sono gli ultimi a dare il via alla festa.

ICOBox aiuta tutti i tipi di aziende a navigare nello spazio crypto e a prepararsi per la rivoluzione blockchain. Stiamo osservando tutto, dagli ultimi sviluppi tecnologici a casi di utilizzo involontario che si verificano nei luoghi più improbabili. Osservando le tecnologie che le nazioni in via di sviluppo stanno impiegando si potrebbe, per la prima volta, intuire ciò che avverrà nei paesi evoluti.

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Il terzo mondo sta conducendo la rivoluzione crypto ultima modifica: 2019-02-19T10:41:30+01:00 da Fonte esterna

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