Fate attenzione all’inflazione

inflazioneCi sono alcuni paesi nel mondo in cui l’inflazione è davvero un grosso problema.

Il primo è il Venezuela. 30 milioni di abitanti, ed un’iperinflazione che sta trasformando la valuta locale in carta straccia: 1.000.000%, la più alta mai verificatasi in questo secolo.

Un altro paese in cui l’inflazione è molto elevata, seppur ancora sotto controllo, è l’Argentina: 43 milioni di abitanti, e 30% di inflazione. Tenete presente che 30% di inflazione significa che ogni anno i risparmi in valuta locale perdono addirittura un terzo del loro valore, ed in due anni il loro valore si dimezza!

Anche in Turchia l’inflazione è elevata, perchè nel 2018 è salita fino al 16%. E la Turchia ha 80 milioni di abitanti.

Altro paese con problemi di inflazione è l’Iran: 77 milioni di abitanti e un’inflazione in ascesa, sopra il 10%.

Prendendo in considerazione anche solo questi 4 paesi, stiamo parlando di 230 milioni di persone che hanno problemi con l’inflazione della loro moneta. Concentriamoci sulla perdita di valore dei loro risparmi.

Infatti almeno uno di questi quattro paesi, la Turchia, non è affatto un paese povero. Secondo l’FMI la Turchia è il 53° paese al mondo per Pil pro-capite, davanti a Kazakistan, Cile, Panama e Croazia, mentre l’Argentina è al 63° posto e l’Iran al 64°. Il Venezuela una volta era un paese più o meno sullo stesso livello, ma la crisi economica lo ha fatto sprofondare oramai al 96° posto (dietro a Mongolia e Albania).

Pertanto i turchi in primis, ma anche gli argentini e gli iraniani, non sono poveri. Di sicuro hanno da parte dei risparmi!

Ebbene, a costoro non conviene tenere i risparmi in valuta locale, perchè se lo fanno ci perdono. Solitamente cambiano la valuta locale in valuta estera più solida (come il dollaro), e tengono i risparmi in valuta estera, ma non è sempre semplice cambiare valuta locale in valuta estera, soprattutto in paesi ad alta inflazione. Infatti, come accade ad esempio in Venezuela o in Iran, in questi paesi sarebbe proibito “esportare capitali” all’estero acquistando valuta di altri Stati, USA in primis. Quindi i cittadini di quei paesi sono sempre alla ricerca di alternative.

I dati degli ultimi mesi dimostrano chiaramente che un numero sempre crescente soprattutto di turchi ed argentini stia cambiando la valuta locale in criptovalute, e in particolare in Bitcoin. Infatti Bitcoin non è inflattivo.

Certo, il valore i Bitcoin può anche scendere, ma non certo per inflazione! Ovvero se scende è perchè sui mercati le vendite prevalgono sugli acquisti, non per un eccesso di liquidità (che è solitamente la causa principale di inflazione). Pertanto quello che sta succedendo al Bolivar venezuelano, o alla Lira turca, o al Peso argentino, o al Riyal iraniano, non può accadere a Bitcoin, che segue una dinamica diversa. Questo sta spingendo soprattutto diversi turchi ed argentini a convertire i propri risparmi da valuta locale inflattiva che perde inevitabilmente valore nel corso dei mesi, in valute più stabili ed in criptovalute deflattive.

Quindi fate attenzione all’inflazione, perchè sempre più chi ha risparmi in valute pesantemente inflattive potrebbe decidere di convertirli in valute deflattive, come Bitcoin, magari approfittando dei momenti in cui il loro prezzo è basso. E questo potrebbe aumentare in modo significativo la domanda di criptovalute deflattive, in primis di Bitcoin, “l’oro digitale”. 😉

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Fate attenzione all’inflazione ultima modifica: 2018-09-01T10:24:28+00:00 da Marco Cavicchioli

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