ENI e BP sperimentano la Blockchain per il trading del gas

gasMolti tra coloro che conoscono bene il Bitcoin sostengono che la vera rivoluzione non sarà il Bitcoin in sè, ma la tecnologia che ne sta alla base: la Blockchain!

Un esempio di ciò potrebbero darcelo ENI e BP, che hanno deciso di testare l’utilizzo di una nuova piattaforma realizzata da BTL Group basata su Blockchain per il trading del gas.

Infatti la compravendita di gas avviene oramai da anni in formato elettronico. C’è addirittura una “borsa del gas” che consente di acquistare e vendere gas naturale. Il problema è verificare che i volumi venduti sulle piattaforme elettroniche corrispondano a quelli effettivamente erogati attraverso le tubazioni.

Grazie alla tecnologia distribuita (e inviolabile) della Blockchain è possibile installare un software su ogni dispositivo che controlla la rete di distribuzione del gas per misurare i volumi effettivi distribuiti e memorizzarli in un database distribuito centrale. In questo modo è molto semplice controllare quali volumi sono stati effettivamente distribuiti!

Secondo Andrew Woosey, partner della società di consulenza EY che ha collaborato alla fase di test del progetto, “l’uso di questo tipo di tecnologia contribuisce a snellire i processi di back office, riduce i rischi, offre maggiori garanzie contro eventuali attacchi hacker e in definitiva produce risparmi”.

Questo approccio oramai sta diventando comune tra le aziende che si occupano a vario titolo di distribuzione di energia attraverso reti (come quella del gas, o quella dell’energia elettrica) perchè rende possibile un controllo diretto dei volumi distribuiti semplicemente utilizzando apparecchi collegati in rete che monitorino la rete stessa direttamente sul campo, e condividano i dati raccolti nel database distibuito di una blockchain.

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ENI e BP sperimentano la Blockchain per il trading del gas ultima modifica: 2017-06-09T09:56:09+00:00 da Marco Cavicchioli

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