Bitcoin: cos’è?

bitcoin

Bitcoin

Bitcoin” è una parola che ha due significati:

  1. con la B maiuscola Bitcoin indica il protocollo su cui è basato il software P2P che genera e gestisce le monete digitali;
  2. con la b minuscola bitcoin indica la valuta digitale di queste monete.

La valuta si indica anche con la sigla BTC, o con il simbolo ?, mentre oramai spesso per indicare la tecnologia su cui si basa si utilizza impropriamente il termine Blockchain.

Quindi oramai al giorno d’oggi il termine Bitcoin (o bitcoin) è entrato nel linguaggio comune come la valuta digitale basata su un software che crea una rete P2P, mentre il termine Blockchain è entrato nel linguaggio comune come la tecnologia su cui è basato il Bitcoin. Seppure improprie queste definizioni sono quelle attualmente in uso.

La tecnologia del Bitcoin è stata messa a punto nel 2008 da un certo Satoshi Nakamoto (probabilmente uno pseudonimo) ed è stata attivata nel 2009 con il rilascio del primo software P2P open source basato su questa tecnologia. Il software ha di fatto creato la moneta bitcoin e da allora la gestisce.

Il Bitcoin pertanto esiste solo su Internet, ed una delle caratteristiche principali del Bitcoin (se non la più importante in assoluto) è che il software che crea e gestisce la moneta è completamente P2P. Cosa significa? Significa che non ha un centro di comando. Quindi tutti i possessori dei software sono “alla pari” (ovvero da-pari-a-pari, peer-to-peer, P2P). Questo fa sì che nessuno controlli o possa controllare questa moneta.

Ad esempio le monete tradizionali (come l’Euro o il Dollaro) vengono create e gestite dalle rispettive Banche Centrali (BCE e FED). Quindi c’è qualcuno che si prende la responsabilità di deciderne quante crearne e quante distribuirne. Invece per il Bitcoin non è così: non ci sono nè una banca centrale, nè alcun ente, istituzione, organizzazione o persona che ne sia responsabile. Il Bitcoin esiste solo perchè il software P2P su cui è basato lo genera o lo gestisce. Questo software è libero, aperto a tutti (chiunque può modificarlo), e si basa su un protocollo pubblico a cui tutti gli utilizzatori debbono attenersi per poterlo utilizzare (il protocollo Bitcoin). Chiunque può possedere questo software, quindi il Bitcoin di fatto è controllato da tutti coloro che lo usano.

E’ anche detta “criptovaluta” perchè il protocollo che gestisce questa moneta digitale è basato su potenti algoritmi di crittografia. Questi algoritmi di crittografia sono quelli che permettono l’esistenza di una moneta digitale completamente P2P, pertanto la moneta stessa è detta criptovaluta.
In realtà dopo il 2009 sono sorte moltissime altre criptovalute differenti, perchè visto che il software del Bitcoin è completamente open source è anche possibile copiarlo, o modificarlo, creando quante altre criptovalute si voglia.

Il registro delle transazioni in bitcoin è “distribuito“, ovvero non esiste un unico registro in cui sono memorizzate tutte le transazioni, ma ogni nodo della rete ha in memoria l’intero registro. Questo fa sì che sia praticamente impossibile modificarlo, perchè per farlo bisognerebbe modificare la stragrande maggioranza dei nodi (che sono milioni).

Il registro delle transazioni è anche pubblico: infatti TUTTE le transazioni di bitcoin sono pubbliche, e devono essere registrate nel registro distribuito pubblico. Per ogni transazione viene memorizzato il codice identificativo del mittente, il codice identificativo del ricevente, e la quantità di bitcoin inviati. I codici mittente e destinatario però sono anonimi, e non c’è modo di risalire al nome del mittente o del destinatario dal codice identificativo (a meno queste informazioni non siano state rese pubbliche). Per questo motivo il bitcoin è definito pseudo-anonimo, ovvero non è completamente anonimo (perchè tutte le transazioni sono pubbliche), ma non sono pubblici i nominativi delle persone che le hanno create.

In particolare ognuno può avere uno o più “portafogli” di bitcoin (wallet in gergo). Un portafoglio di bitcoin è una coppia di chiavi, una privata con cui ne viene generata una pubblica, che consente di farsi inviare e di inviare bitcoin. La chiave pubblica è quella che viene memorizzata nel registro pubblico, mentre quella privata deve essere tenuta assolutamente segreta. Infatti chi possiede la chiave privata di un wallet ne possiede il controllo (quindi ad esempio conoscendo la chiave privata di un qualsiasi wallet se ne può prendere il possesso). La chiave privata serve per generare quella pubblica tramite una funzione di crittografia irreversibile: ovvero una volta generata la chiave pubblica da questa non si può risalire a quella privata. In questo modo le chiavi pubbliche possono essere memorizzate nel registro pubblico senza il rischio che le chiavi private vengano conosciute. Questo sistema fino ad oggi si è rivelato sicuro ed inviolabile al 100%.

Un’altra caratteristica molto significativa del Bitcoin è il fatto che la generazione di nuove monete è prestabilita dal software stesso: ogni 10 minuti vengono emesse nuove monete, in una quantità prestabilita che dimezza ogni 4 anni. In questo momento (luglio 2017) ne vengono emessi 12,5 ogni 10 minuti, e ce ne sono già in circolazione più di 16 milioni. In futuro al massimo ce ne saranno in circolazione 21 milioni. Questo fa sì che non ci sia il rischio di inflazione. Infatti le monete tradizionali emesse dalle Banche Centrali soffrono quasi sempre di inflazione a causa di un eccesso di moneta emessa in circolazione (cosa peraltro voluta). Il Bitcoin invece probabilmente non soffrirà mai di inflazione perchè non ci sarà mai eccesso di immissione di moneta in circolazione (anche perchè questa è stata già predeterminata fin dall’inizio).

La tecnologia che sta alla base del Bitcoin, ovvero la Blockchain, prevede un complesso sistema di gestione che ne impedisce la modifica, ma ne consente l’aggiunta di blocchi (“block chain” significa letteralmente “catena di blocchi”). Infatti la Blockchain, dentro la quale sono custodite le informazioni di TUTTE le transazioni effettuate in Bitcoin fin dal momento in cui è stato creato, è praticamente immutabile. Nessuno è ancora mai riuscito a modificarla, e probabilmente nessun mai ci riuscirà. E’ costituita perlappunto da blocchi, che una volta aggiunti alla catena non possono essere modificati, ma ne possono essere aggiunti di nuovi. All’interno dei blocchi (se ne crea uno nuovo ogni 10 minuti) ci possono essere molte transazioni, che vengono perlappunto impacchettate in blocchi per poter essere convalidate. La convalida dei blocchi è l’elemento chiave che consente di mantenere perfetta la Blockchain. Infatti il processo di convalida dei blocchi è complesso, e necessita di complesse operazioni di crittografia che solo oramai grandi macchinari possono fare. A chi riesce a convalidare per primo un blocco vengono donati i nuovi bitcoin creati (12,5 per blocco in questo momento), e questo genera una vera e propria competizione chiamata “mining“.

I cosiddetti “minatori” (ovvero i miners) competono tra di loro per convalidare i nuovi blocchi della Blockchain, e quando qualcuno ci riesce (in genere ogni circa 10 minuti) riceve in premio 12,5 bitcoin. La potenza di calcolo necessaria per convalidare per primo un nuovo blocco è enorme, e chi volesse modificare dei vecchi blocchi dovrebbe modificare anche tutti quelli seguenti fino all’ultimo. Pertanto ad esempio chi volesse modificare i blocchi degli ultimi 12 mesi dovrebbe modificare più di 40.000 blocchi, dovendo utilizzare una potenza di calcolo immensa per poterlo fare entro 10 minuti (ovvero prima che venga aggiunto un nuovo blocco alla catena). Questo rende la Blochkchain decisamente inviolabile.

Per ora, proprio grazie al fatto che il lavoro di convalida dei blocchi (ovvero quello che permette alle nuove transazioni di essere inserite nel registro pubblico) è ripagato con l’emissione di nuovi bitcoin, le transazioni stesse non hanno costi nè per chi le emette, nè per chi le riceve (il costo del lavoro necessario alla convalida delle nuove transazioni è a carico dei miners), anche se facoltativamente chi crea una nuova transazione può donare una certa cifra in bitcoin a chi la convalida. Quando la generazione di nuovi bitcoin cesserà, nel 2140, queste donazioni facoltative dovrebbero consentire ai miners di ripagarsi i costi di mining e di guadagnare più o meno quanto ora.

Quindi in questo momento è possibile inviare bitcoin da un wallet all’altro senza alcuna spesa aggiuntiva, e la transazione, sebbene immediata, richiede circa 10 minuti per essere convalidata.

Per eventuali domande, o informazioni aggiuntive, contattateci via email.

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Bitcoin: cos’è? ultima modifica: 2017-07-03T16:45:32+00:00 da Marco Cavicchioli

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