Anche il mondo del gioco si getta sugli NFT

Anche l’Italia, lentamente e con calma, muove i primi passi nel mondo degli NFT, i Non Fungible Token, rapportati al gaming. Lo fa con l’Osservatorio Italiano Esports che attraverso la collaborazione con la start up Silicon Lake ha trasferito su Blockchain Bitcoin i suoi attestati del corso avanzato di OIES Advanced Esports Programme, destinato ai manager del settore.

Un passaggio di fondamentale importanza per l’Osservatorio Italiano Esports, stando alle parole dei fondatori di OIES, Luigi Caputo ed Enrico Gelfi: “Abbiamo portato un elemento innovativo nella formazione e nel settore Esports italiano – hanno dichiarato alla stampa di settore –  Grazie al lavoro straordinario dei nostri partner, gli studenti del nostro corso Advanced Esports Programme saranno i primi ad avere delle competenze certificate in Blockchain. Un attestato in NFT ha un grande valore non solo simbolico, ma rappresenta la certificazione autentica delle competenze acquisite. Questo consentirà alle aziende che cercano personale qualificato di avere uno strumento in più nella valutazione delle competenze dei candidati”. Grazie all’utilizzo degli NFT infatti i certificati di formazione diventano unici e accertabili, saranno uno strumento di valorizzazione mediatica e professionale nonché garanzia di certezza sulle competenze acquisite.

Ma questo è solo uno degli esempi di come gli NFT siano entrati nel mondo del gambling. Un binomio che è stato indagato anche da Il Sole 24 Ore, grazie a un articolo a firma Luca Tremolada che ha sottolineato come il prezzo delle azioni del publisher giapponese Square Enix siano cresciute dell’8% dopo la notizia di una possibile apertura su metaverso, blockchain e NFT. Il mondo del gioco d’azzardo insomma si butta a capo fitto in una nuova tecnologia, in uno nuovo strumento per valorizzare i suoi contenuti e per aumentare il suo pubblico. Lo aveva già provato con alcune tecniche di marketing, come ad esempio i bonus benvenuto legati a Starcasino, strumenti che si sono consolidati e che sono stati fondamentali nel successo del gioco online.

Una vera e propria corsa all’ora californiano, dice il giornalista, anche se in pochi hanno ancora capito come funzioni per bene il sistema. Manca infatti uno standard o modello di business condiviso. Eppure tutti sono pronti a vendere NFT. Lo è anche GameStop, la famosa catena di negozi dedicati ai videogiochi, che ha deciso di lanciarsi anche come marketplace digitale per i non fungible token. Presto insomma gli utenti potranno comprarli, venderli e scambiarli. Un mondo che ad oggi sembra strano, irreale e lontano, ma che è già una certezza per gli investimenti del futuro.