Negli ultimi giorni la media mobile a 90 giorni del prezzo di Bitcoin ha rotto l’importante resistenza dei 67.000$.
Nonostante il trend rialzista sul medio periodo, i retail hanno comunque venduto BTC agli attuali prezzi, ovvero attorno ai 77.000$.
Ciò tuttavia non ha intaccato tale trend rialzista.
Il segnale tecnico
Dopo averci provato timidamente giovedì, ieri (venerdì 11) la media mobile a 90 giorni del prezzo di Bitcoin ha rotto di netto al rialzo la resistenza dei 67.000$.
Tecnicamente non si trattava affatto di una vera e propria resistenza di breve periodo, dato che già la candela del 19 agosto l’aveva sfondata al rialzo di slancio, ma si tratta di una resistenza storica di medio termine.
Infatti è la resistenza che per più di otto mesi nel 2024 ha impedito alle medie mobili a 60, 75 e 90 giorni di salire oltre.
La media mobile più interessante da esaminare, per quanto riguarda l’andamento di Bitcoin a medio termine, in realtà è quella a 75 giorni, ma questa aveva già sfondato i 67.000$ lunedì 7 settembre. Quella a 60 giorni l’aveva sfondata il 2 settembre, quindi mancava solo quella a 75 giorni.
Uno scenario come quello appena descritto in teoria sarebbe compatibile con quello di una bullrun, anche se l’attuale livello di prezzo è molto al di sopra dei 67.000$ (sopra addirittura i 77.000$). Pertanto, in teoria, anche un eventuale calo nei prossimi giorni potrebbe non mettere in discussione il trend rialzista di medio periodo.
Le vendite dei retail
Analizzando però i dati on-chain si scopre che negli ultimi giorni i retail hanno depositato BTC sugli exchange crypto, molto probabilmente per venderli.
I retail (ovvero i privati cittadini) nel complesso non sono molto esperti di mercati finanziari, e spesso sbagliano.
Ad esempio a fine agosto, presi da un improvviso e sfrenato entusiasmo, hanno comprato BTC proprio mentre il prezzo stava salendo forte, probabilmente perchè speravano che salisse ancora. Invece a partire già da sabato 22 agosto il prezzo di Bitcoin è entrato in una fase di lateralizzazione ascendente a volatilità sostenuta, ancora in corso, in cui oscilla tra i 76.000$ e gli 81.000$.
I retail che hanno comprato prima del 22 agosto mentre il prezzo saliva devono essere rimasti delusi dall’inizio di questa lateralizzazione, e così in parte stanno già vendendo.
Va però anche precisato che oggi è sabato, e nei weekend le grandi balene non sono particolarmente attive. Ciò fa sì che la situazione odierna sia in realtà poco interessante.
La paura della Fed
Ieri sono usciti i dati aggiornati sull’inflazione negli USA.
Sebbene siano risultati essere in perfetta linea con le previsioni, i mercati non li hanno accolti particolarmente bene. Probabilmente qualcuno si aspettava un miglioramento che, invece, non c’è stato.
E così, stando alle scommesse su Polymarket, le probabilità che mercoledì 16 la Fed alzi i tassi di interesse è schizzata all’80%.
Anzi, a dire il vero ad oggi sembra quasi scontato che la Fed alzi i tassi, dato che non c’è nulla di concreto che possa spingere ad immaginare realisticamente che possa evitare di farlo.
Questa dinamica ieri ha pesato anche sull’andamento del prezzo di Bitcoin a breve termine, e sebbene ormai i mercati stiano già prezzando l’aumento dei tassi, c’è in realtà ancora qualcosa che potrebbe avere un impatto negativo mercoledì.
Infatti oltre alla decisione sui tassi ci sarà anche la conferenza stampa, e da quello che verrà detto i mercati cercheranno di indovinare il comportamento futuro della Fed.
La media mobile a 90 giorni
Dato che Bitcoin viene scambiato 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno, la media mobile semplice (SMA) a 60 periodi su timeframe giornaliero corrisponde alla media mobile a 60 giorni. Stessa cosa ovviamente per la SMA 75 e la SMA 90.
In altre parole la SMA 60 è la media degli ultimi due mesi, mentre la SMA 90 degli ultimi tre.
Sebbene in teoria dovrebbero essere proprio questi gli orizzonti temporali migliori per analizzare l’andamento del prezzo a medio termine, in realtà quella che funziona meglio per questo tipo di analisi sembra essere la SMA a 75 giorni, ovvero esattamente a metà tra 60 e 90.
Il fatto è che sembra esserci un ciclo a 75 giorni legato al comportamento dei prezzi degli asset growth, di cui Bitcoin fa perfettamente parte.
La media mobile a 60 giorni (ovvero a due mesi) analizza il range temporale minimo, mentre quella a 90 giorni analizza il range massimo. Quella a 75 misura il range temporale migliore, ma quella a 60 giorni ovviamente si muove prima, dando segnali in anticipo, mentre quella a 90 si muove dopo, dando conferme.
Previsioni
Come al solito è molto difficile fare previsioni.
Oltretutto la decisione della Fed di mercoledì, e soprattutto la seguente conferenza stampa, potrebbero ancora cambiare le carte in tavola.
Tuttavia per invalidare del tutto l’attuale trend occorrerebbe che la media mobile a 75 giorni del prezzo di Bitcoin tornasse sotto i 67.000$, e la cosa ad oggi sembra quasi impossibile a breve termine.
Pertanto sul breve periodo l’attuale fase di lateralizzazione potrebbe anche proseguire, perlomeno fino a martedì 15. La svolta potrebbe arrivare mercoledì 16, anche se è ancora troppo difficile immaginare in quale direzione potrebbe arrivare.
Di sicuro il grande bear-market del 2026 è finito, ma in teoria non è affatto possibile escludere che ne possa anche iniziare eventualmente un altro, magari di entità e durata inferiore. Però fintantoché la media mobile a 75 giorni rimarrà ampiamente sopra i 67.000$ diventa difficile immaginare uno scenario simile.

